Io imparo / Tempo di schermo
Per i genitoriTempo di schermo per bambini piccoli, senza sensi di colpa
I consigli sugli schermi sono più semplici da seguire di quanto lascino intendere i titoli, e in gran parte non riguardano l’orologio.
Cosa dicono le linee guida
L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia nessun tempo di schermo sotto i due anni, e non più di un’ora al giorno tra i due e i quattro, meglio se meno. L’American Academy of Pediatrics sottolinea un punto che riceve meno attenzione: da circa diciotto mesi conta cosa c’è sullo schermo e se c’è un adulto accanto, non solo quanto dura.
Quella distinzione è la parte utile. Venti minuti a nominare animali insieme è un’attività diversa da venti minuti di video che va avanti da solo, anche se un timer li conta uguali.
Cosa rende tranquilla una sessione, e cosa no
Alcune cose la peggiorano in modo affidabile: la riproduzione automatica che parte prima che tuo figlio decida di smettere, i premi a orologio che puniscono il posare il dispositivo, i suoni improvvisi, e una fine che arriva senza preavviso.
Alcune cose aiutano in modo affidabile: una fine chiara che tuo figlio vede arrivare, sedersi accanto e nominare le cose ad alta voce, e scegliere un momento che non sia appena prima di dormire.
Come è costruita l’app per questo
Non c’è riproduzione automatica e niente parte da solo. Un adulto può impostare un timer per ogni sessione, e quando il tempo finisce l’app lo dice con calma invece di interrompere a metà parola, così la fine non diventa un litigio.
Tutto sta sul dispositivo, quindi non c’è attesa di caricamento né modo di finire altrove. Gli acquisti e ogni link che esce dall’app sono dietro un blocco per i genitori.
